SOCIETÀ

Lo snellimento e il perfezionamento dei processi e delle strutture di gestione è oggi un trend chiaramente osservabile in tutti gli ambiti della società, siano essi di natura pubblica o privata. Per quanto pienamente apprezzabile nel suo intento, tale tendenza non può tuttavia essere fine a sé stessa, ma deve piuttosto essere applicata in maniera ponderata, non rischiando di intaccare, in preda alla foga, meccanismi che già funzionano.

 

Giusto quindi, per fare un esempio, prestare attenzione a non procedere con troppo zelo alla rottamazione della figura dei comuni o dei quartieri, tasselli tradizionalmente centrali nel sistema politico e sociale svizzero, basato sul principio della sussidiarietà e sull’idea che i problemi – per quanto fattibile – vadano affrontati dall'entità più vicina agli stessi. Corretto, allo stesso modo, ripensare con coraggio la pianificazione territoriale delle nostre città e delle nostre valli, da un lato senza perdere di vista le fasce più anziane della nostra popolazione facilitando gli scambi intergenerazionali e dall’altro non trascurando le zone più discoste del nostro Cantone cercando di stimolare la creazione di centri di competenza specializzati.

 

Ben venga, più in generale, l'ottimizzazione della società in tutte le sue sfaccettature, purché la stessa rimanga incentrata sulla responsabilità individuale del cittadino e lo spinga a migliorarsi, non ad appiattirsi. Ruolo dello Stato è – e sarà sempre di più – quello di assicurarsi che tutti, con impegno e dedizione, abbiano a disposizione gli strumenti necessari per raggiungere il successo personale e professionale. Errato sarebbe invece creare l’illusione che il benessere non debba essere guadagnato con passione e sudore, ma sia ormai diventata una condizione acquisita a priori da ogni membro della nostra società.